Chi siamo

Azienda che ha come mission, lo scambio di esperienze e di idee con un approccio sempre più allargato nel mondo del lavoro, il nome brand SINEXT Creative Experience Connection” dà il significato di “Sì al prossimo progetto”. Si cerca la complicità di nuove e presenti realtà professionali che oggi sono meno complesse e articolate di un tempo, che lavorano in community dando il loro valore aggiunto per semplificare, innovare e rendere un progetto funzionale. Un progetto nato per intermediare e sviluppare progetti nuovi di carattere nazionale ed internazionale fino a creare una connessione sulla vendita, sulle relazioni aziendali e quelle persononali.
FoodExp è il primo contenitore dedicato all’alta formazione nel mondo dell’hospitality, della ristorazione e del turismo, nasce dall’esperienza e dall’insegnamento di tutti e tre i campi, con l’intento di dare ai ristoratori, ai cuochi e agli aspiranti cuochi, agli operatori del turismo, un’ opportunità di confronto con le star del settore, ma a casa propria, in Salento. Un’idea nata dalle passioni, dall’esperienze vissute in ambito dell’alta professionalità, dall’attenzione rivolta al mondo del cibo, alla ristorazione e al servizio di sala, all’accoglienza empatica verso il cliente.

Giovanni Pizzolante

«Facciamo studiare i nostri figli da avvocato, da architetto. E’ una mentalità da borghesi piccoli piccoli: spesso sono avvocati e architetti che restano a casa senza lavoro.
Nella ristorazione non succede: è una grande madre che dà una opportunità a tutti. E tante soddisfazioni
».
Marco Amato, direttore Imago dell’hotel Hassler – Piazza di Spagna, Roma.

Le parabole professionali nel mondo dell’hotellerie possono avere del favoloso. Capitani d’albergo, prim’attori del segmento luxury raccontano di esordi in panni da commis, lavapiatti, insomma di entrée da soldati semplici e insospettabili evoluzioni in carriere sfavillanti.  Meriti personali? Anche.

Giovanni Pizzolante, ideatore e organizzatore di FoodExp, nasce a Berna il primo luglio 1973. Papà, primogenito di sei figli originari di Acquarica del Capo, aveva varcato il confine svizzero per la prima volta a 13 anni. Costruiva strade in quota a ditte transfrontaliere, quando il lavoro minorile era una necessità e non uno scandalo. “Quando arrivò il momento di iscriverci a scuola, non ebbe dubbi, lui rimase in Svizzera, ma noi e la mamma tornammo in Salento, la nostra lingua doveva essere l’italiano”.  Premesse patriottiche di un destino cosmopolita iscritto nei risvolti delle maniche, rimboccate precocemente per servire fra i tavolacci di legno delle feste in onore del santo patrono. Da lì all’alberghiero di Otranto, indirizzo sala, è stato un passo. “Mi specializzai in cucina flambè e servizio al gueridon. Quel servizio voleva dire spettacolo, per lo chef la sala era un palcoscenico proibito e noi di sala lo portavamo ugualmente in scena. Un fuoco pirotecnico di profumi, un miracolo di crêpe suzette che sbalzavano da montagne di zucchero”. Virtuosismi messi in opera da lì a poco nella sala dello Chalet Valdotain a Cervinia, le prime stagioni al fianco di Alberto Tosi: “Un maestro assoluto, era stato maitre Grand Hotel Des Iles Borromees della CIGA Hotels ,  aveva 69 anni: due coltelli, una tartare e dodici spezie, su partiture come questa eseguiva tagli chirurgici, numeri di un’eleganza e una pulizia impareggiabili”. Tanto per dire e ribadire che “il minimalismo va bene per il design, gli arredi. Ma la sala no, dovrebbe conservare l’impronta scenica delle origini, quella magnificenza”. Show must go on, e concretezza.

Il corso di studi si conclude (a pieni voti) con una tesi sui piani di gestione dei costi nel reparto Food & Beverage. I conti tornano anche per Mario Mauro, docente di tecniche di ristorazione e direttore generale del Robinson club Apulia di Ugento, che lo intruppa nel villaggio di compagnia tedesca come assistente Food&Beverage. L’armata conta 1.200 ospiti e 4mila pasti al giorno. Sei anni di corse matte e disperatissime, e filetti strogonoff come se piovesse. Ma è una cura di calcio fortificante, se ne accorge Antonio Mauro gigante del management, proveniente dell’ Ecole Hôtelière de Lausanne e di casa al Patria Palace di Lecce che suggerisce il consiglio giusto: iscriversi a Economia del Turismo ad Assisi, dove Giovanni Pizzolante passa nel giro di pochi anni dal banco alla cattedra, da studente a prof.

La tesi sperimentale in Marketing e strategico e revenue management per gruppo alberghieri, lo porta a studiare sul campo il caso del gruppo Le  Meridien a Londra. Ed è la svolta, l’incontro della vita con Paolo Biscioni, il re mida dell’hotellerie: “Un altro grande maestro. L’ho reincontrato anni dopo all Eden  Meridien di Roma in via Veneto, lui direttore, io consulente del gruppo Optims, società specializzata nelle start up e nel marketing strategico delle compagnie alberghiere che mi aveva portato a una vita nomade fra Milano, Inghilterra e Spagna dopo un anno a Parigi. I tempi erano maturi per un confronto alla pari, costruire il risultato quella volta volle dire abbattere un muro fra due reparti, letteralmente”. Sono gli anni in cui interseca il mondo del design, dei materiali, delle infrastrutture applicate al mondo dell’hotellerie su scala europea. I tempi sono maturi anche per spiccare il volo oltre confine. Ma il richiamo del sangue inverte la rotta: papà si ammala, il primogenito è chiamato a farsi carico insieme ai fratelli, della famiglia e tornare in Salento. Rimpianti? “Non ce n’era tempo, né spazio”.

È così che decide di dare vita a una società di consulenza, nasce la Gph tourism (acronimo di Globlal project hospitality) per le start up delle strutture alberghiere: dal business plan agli studi di ingegneria e architettura, dalle forniture agli studi dei tessuti, degli arredi, le porcellane. È la Gph insieme allo studio dell’archistar milanese Luca Scacchetti a firmare il primo cinque stelle lusso di Lecce, il Risorgimento resort di proprietà della famiglia Montinari, signori dell’ospitalità deluxe in terra salentina e patron del President. Storia e innovazione, lo stesso gruppo promuove il concorso di idee per l’Eos hotel, tema “il Salento in una stanza”. Risultato: i 15 architetti al lavoro guidati da Scacchetti vengono chiamati a realizzare due camere ciascuno. Pizzolante dirige i lavori nei panni di project manager. Negli anni a venire disegna il volto di Masseria Corda di Lana e Masseria Bagnara, a Leverano la prima, un’ex casa colonica a Lizzano, la seconda. Il gioco, la sfida che si replica in ogni struttura è la medesima, vivificare i luoghi senza tradirne lo spirito originario, dare alle strutture un taglio contemporaneo e performante esaltandone l’impronta identitaria.

Nel 2012 l’incontro con la famiglia Grandioso di Porto Cesareo e l’approdo a Le Dune suite hotel. Otto anni di sodalizio ininterrotto, e numeri che parlano di 23mila presenze all’anno, 16 fiere internazionali in tutto il mondo all’ anno, e il più alto rendimento fra i gruppi alberghieri attivi in tutto il Salento. Un risultato che luccica dirimpetto al mare blu di Porto Cesareo.